Il raccoglitore arancione
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Da bambino riempivo un raccoglitore di robot che non ho mai costruito. Oggi le idee le costruisco, e tengo anche quelle che si sono fermate.
Da bambino volevo fare lo scienziato pazzo, e lo dicevo sul serio. Passavo i pomeriggi a riempire un raccoglitore arancione di progetti: robot di ogni forma, macchine complicate, invenzioni improbabili. Sognavo di comprare un’Ape Car e trasformarla in un laboratorio mobile.

Nessuno di quei robot è mai uscito dal foglio. Costruivo con i LEGO e smontavo qualunque apparecchio mi capitasse a tiro per capire com’era fatto dentro. Rimontarlo, il più delle volte, non ci riuscivo.
Il raccoglitore però una cosa la faceva bene: teneva tutto. Le idee riuscite e quelle lasciate a metà stavano nello stesso posto, una dopo l’altra.
Gli attrezzi adesso ci sono
Oggi il codice lo scrive l’AI. Io progetto l’architettura, preparo il contesto in cui l’agente lavora, verifico e rilascio. La distanza tra un’idea e qualcosa che gira davvero si è accorciata tantissimo, e così le idee che prima restavano sul foglio adesso diventano progetti.
Ne nascono tanti, e non tutti arrivano in fondo. Va bene così, a patto di non perderli.
Il raccoglitore, versione adulta
Oggi a fare da raccoglitore è questo sito. Nella pagina dei progetti ci sono tutti, ciascuno con il suo stato reale: quelli in corso, gli strumenti che uso ogni giorno, le idee ferme, quelli archiviati.
E ogni progetto si porta dietro i tentativi che l’hanno preceduto. Nexus, dove oggi tengo task, note e dati, è arrivato dopo una bella fila di altri:
- 2024 Plannerinator
- 2025 Verbosa
- 2026 NanoClaw
- 2026 Life Terminal
- 2026 Almanac
- 2026 Nexus in Elixir
- 2026 Bob
- 2026 Nexus
Nella sua scheda c’è anche quello che ognuno ha lasciato al successivo.
Come lavoro con gli agenti l’ho scritto nel metodo. L’Ape Car invece è ancora nel raccoglitore.